Durante un panel ospitato al D.I.C.E. Summit a Las Vegas, il creative director di The Last of Us Part II, Neil Druckmann, ha spiegato - marcozuccardi.it

Durante un panel ospitato al D.I.C.E. Summit a Las Vegas, il creative director di The Last of Us Part II, Neil Druckmann, ha spiegato


Durante un panel ospitato al D.I.C.E. Summit a Las Vegas, il creative director di The Last of Us Part II, Neil Druckmann, ha spiegato che lo studio è molto aperto su varie possibilità per il suo prossimo gioco.
Come segnala Dualshockers, Druckmann ha detto che alcuni dei suoi giochi preferiti sono in terza persona, dato che in questo modo riesce a identificarsi meglio con i personaggi quando sono su schermo, ma secondo il director i giochi narrativi possono ancora essere fatti in prima persona.
Quando è iniziato il lavoro su The Last of Us, il team stava valutando se dovesse essere in prima persona o in terza persona. Si è discusso anche sul fatto se sarebbe stato multiplayer o single-player. In seguito si è scelta la terza persona, ma con una fotocamera più vicina per renderla più intima. Ciò fornisce un po 'più di "sensazione in prima persona", ma consente comunque al giocatore di vedere il personaggio sullo schermo.
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Durante un panel ospitato al D.I.C.E. Summit a Las Vegas, il creative director di The Last of Us Part II, Neil Druckmann, ha spiegato Durante un panel ospitato al D.I.C.E. Summit a Las Vegas, il creative director di The Last of Us Part II, Neil Druckmann, ha spiegato Reviewed by Marco Zuccardi on febbraio 22, 2018 Rating: 5

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